Dalla nostra inviata CaludiaO.:
"Il Filarmonico di Verona rende omaggio a Puccini in occasione dei 150 anni dalla nascita. Sul palco, ovviamente, Daniela Dessì e Fabio Armiliato. Coinvolgenti, trascinanti, appassionanti. Diretti da un ottimo Marco Boemi che sa il fatto suo.
Daniela è splendida, come sempre. In abito rosso (prima) e nero (poi) si conferma una delle migliori interpreti puccinane dei giorni nostri è dà voce (e che voce!) a tutti quei personaggi semplici eppure complessi del Maestro di Lucca che sono entrati di diritto nell’antologia dell’opera italiana. Manon, Tosca, Butterfly, Liù. Struggente il duetto finale.
Fabio è in ottima forma, voce piena e timbro sicuro. splendido Cavaradossi, sfodera un suo cavallo di battaglia come “Ch’ella mi creda libero e lontano” in maniera pressochè perfetta e finisce con un “Nessun dorma” da ovazione. Il teatro è letteralmente infiammato.
A fine serata gli Artisti (perché di Artisti, con la “A” maiuscola, si tratta e ne abbiamo avuto l’ennesima conferma ieri sera) ci regalano il duetto del finale del primo atto di Bohème. “O soave fanciulla” non è in programma, ma chiudere con la morte di Liù probabilmente non renderebbe omaggio al genio creativo di Puccini, che in realtà è appassionato ed attaccato alla vita. Così il pubblico si scioglie in una delle pagine più belle della lirica pucciniana. Che m’ami dì, io t’amo. Fabio e Daniela sono catalizzanti sul palco. Commuovono e coinvolgono. Tanto che il pubblico richiede a gran voce il bis. E viene accontentato: “O mio babbino caro” (lei) e “Addio fiorito asil” (lui) accompagnati al pianforte da Boemi.
Ci sono serate che chi ama la buona musica difficilmente scorda. Il Gala Puccini di ieri sabato 8 Novembre al Filarmonico di Verona è stata una di queste."
Ricordo inoltre che in occasione di questa serata sono stati realizzate ben due registrazioni DECCA a tema pucciniano.
GALA PUCCINI
nel 150° anniversario dalla nascita
direttore: Marco Boemi
soprano: Daniela Dessì
tenore: Fabio Armiliato
voce recitante: Paola Gassman
Orchestra e Coro dell' Arena di Verona
maestro: Marco Faelli
PROGRAMMA:
- da Le Villi: Intermezzo sinfonico
- da Manon Lescaut: "Tu, tu amore?", Intermezzo
- da Tosca: "Vissi d' arte", "E lucevan le stelle", "Mario, Mario, Mario!"
- da Madama Butterfly: Coro a bocca chiusa, "Un bel dì vedremo"
- da La Fanciulla del West: "Ch' ella mi creda"
- da Turandot: "Nessun dorma", "Tu che di gel sei cinta" e morte di Liù
- da La Bohème: "O soave fanciulla"
bis:
- da Gianni Schicchi: "O mio babbino caro"
- da Madama Butterfly: "Addio fiorito asil"

8 Yorum var:
Credo di aver finito gli aggettivi per Daniela Dessì! Sarebbe ora di coniarne di nuovi...ma che concerto! In splendida forma, bellissima come al solito (e in quel meraviglioso vestito rosso ancora di più), ha dato vita ad una serata da ricordare! Se penso che stavo quasi per perdermela...
Una serata memorabile sotto tutti gli aspetti!Daniela magistrale interprete pucciniana dei nostri giorni...anzi,di sempre!
Clearly Dessi is one of the few sopranos actively working today who can do justice to Puccini's music. It seems like she's been born to sing this great composer's work. Her interpretation is always spot on. Truly a great artist!
E non solo Puccini!!! Io adoro il Verdi di Daniela, così in perfetto equilibrio tra verità e belcanto...
"Daniela Dessì è interprete pucciniana oggi al colmo di una maturità interpretativa davvero significativa. La sua duttile linea di canto è funzionale sia all'estroverso lirismo che all'intima, tesa drammaticità della straordinaria galleria femminile del compositore lucchese. Lo si è ben colto sia nei duetti che in "Vissi d'arte", "Un bel dì vedremo", "Tu che di gel sei cinta". Tosca, Butterfly, Liù: amore e sacrificio, carattere e rassegnazione condotti con espressività misurata, interiorizzata, per questo ancor più sottile e piena."
C. Galla "Puccini, pagine scelte per voci di qualità" (L'ARENA, 10 novembre 2008)
Point taken Mario!
Dessi is great in Verdi roles too. She definitely has the temperament of Verdi's heroines and I know she's very passionate with his music. But, like I said, when it comes to Puccini,no match for her in this department!
L'immensa arte di Daniela Dessì contempla nel suo essere grande, sia le più complesse tessiture verdiane sia quelle pucciniane con una classe estrema ed una tecnica vocale che gli permette di avere sempre la padronanza assoluta del personaggio che interpreta.
" Che sia amor filiale, passionale, tragico o nostalgico, è questo il sentimento che muove le vicende sentimentali dei protagonisti (o meglio, delle protagoniste) dei melodrammi del celebre Giacomo Puccini.
A lui la Fondazione Arena di Verona ha voluto rendere omaggio, sabato 8 novembre, con un Galà per celebrare il 150° anniversario della nascita (1858-1924).
Con Manon Lescaut, Puccini guarda a Wagner. Nel duetto Tu, tu amore? di Manon e De Grieux, nel quale si percepiscono reminiscenze stilistiche del Tristan un Isolde,fanno ingresso in scena i solisti della serata, Daniela Dessì e Fabio Armiliato, trepidamente attesi e calorosamente applauditi dal pubblico.
La prorompente fisicità e musicalità della Dessì incarnano totalmente la passione che di volta in volta assume sfumature diverse e che muove le eroine dei melodrammi pucciniani.
Osservando i gesti e gli sguardi d'intesa tra i due cantanti non si vedono due artisti che interpretano dei personaggi ma due amanti.
Compagni anche nella vita, Dessì e Armiliato esprimono quell'impeto e quel desiderio che rendono umani e intensi, quindi sempre attuali, i protagonisti delle varie tragedie del compositore lucchese.
Un altro “solo” dei violoncelli, il cui timbro strumentale è uno dei più vicini alla voce umana, (e che Puccini usa anche a sostegno del soprano in Vissi d'arte) prelude a quella che è una delle più struggenti melodie del repertorio lirico e che il clarinetto intona anticipando l'aria del tenore: E lucean le stelle.
Commovente e sentita l'interpretazione di Armiliato.
Tosca però, in cui determinante è la violenta gelosia e il possente carattere della protagonista, è assieme tragedia politica e tragedia dell'amore. Puccini riesce a dominare la situazione politico-sentimentale con una maestria musicale ed una scienza della psicologia dei personaggi che ha del prodigioso.
Con il duetto “Mario, Mario”, dove i due solisti danno l'ennesima prova di sintonia, si chiude la prima parte del programma.
La seconda parte riprende con il Coro a bocca chiusa e l'aria per soprano Un bel di vedremo tratti da Madama Butterfly, tragedia dell'illusione e della passione d'amore in una relazione tra un uomo e una donna di due mondi diversi: Oriente e Occidente.
Da La Fanciulla del West, l'unica opera che finisce, almeno apparentemente,in modo positivo , senza morti tragiche, e nella quale bisogna riconoscere a Puccini l'audacia, per il tempo, di portare in palcoscenico un western, Armiliato canta Ch'ella mi creda.
L'ultima tranche di brani inserita nel programma di sala, tutti rigorosamente in ordine cronologico e tutti introdotti da Paola Gassman presentatrice d'eccezione, appartiene alla Turandot, opera che Puccini non ultimò a causa del suo decesso per una grave malattia ma che fu portata a termine da Alfano.
Non potevano certo mancare la popolare aria per tenore Nessun dorma e quella per soprano Tu che di gel sei cinta , cantata da una morente Liù, profetessa d'amore votata al sacrificio per amore, non per schiavitù.
Come è noto, nella prima rappresentazione postuma di Turandot alla Scala di Milano il 25 aprile del 1926, Toscanini sospese la recita dopo il corteo funebre di Liù, proprio nel punto in cui il compositore aveva interrotto il suo lavoro.
Fortunatamente Dessì, Armiliato e Boemi non hanno congedato il pubblico nello stesso modo ma hanno regalato con grande generosità alcuni “fuori programma”: prima un affresco di giovinezza da Bohème e dopo, viste le insistenti richieste degli spettatori, un tenero e affettuoso “Oh mio babbino caro” e in “Addio fiorito Asil” in cui Boemi ha accompagnato la Dessì e Armiliato al pianoforte rivelandosi, oltre ad un ottimo direttore d'orchestra, un bravo e pronto pianista."
A. Chiamba, "PUCCINI: PASSIONE CHE SUSCITA PERIPEZIE D' AMORE!" (Oltrecultura, 10 novembre 2008)
Sen de yaz