domenica 19 ottobre 2008

Tosca (davvero) divina!


Finalmente, passando attraverso una tracheite che l' ha costretta ad abbandonare la prima e a cancellare la seconda recita, Tosca è arrivata al Teatro Comunale di Firenze!! E che Tosca... La Floria di Daniela Dessì è una creazione perfetta, oggi più che mai senza rivali. Lo si percepisce sin dal suo ingresso in scena: in quei "Mario" che racchiudono tutta l' impazienza della donna fremente, palpitante, gelosa; lo conferma la vis drammatica ma nello stesso tempo dolorosamente vera esibita nel confronto con Scarpia; lo rende indiscutibile la duttilità con cui nel terzo atto riesce a passare magistralmente attraverso momenti così diversi come l' angosciato ricordo dell' omicidio, la visionaria certezza di un futuro assieme all' amato ed infine la rapida presa di coscienza dell' inevitabile finale. E non sto parlando di semplice capacità attoriali. Daniela Dessì è un' Artista talmente intelligente e raffinata da capire che la ricerca dell' espressione nel canto lirico passa innanzitutto attraverso la voce, attraverso i colori e gli accenti di quello comunemente definito appunto "fraseggio". Così, recuperando la lezione callassiana prima e scottiana poi, giunge a comprendere, per esempio, tutta la potenza che si cela nelle consonanti (illuminante in questo senso l' ultimo "perchè me rimuneri così?"), tutta la meraviglia del recitar cantando. Sì, perchè è bene ricordare che il canto della Dessì, come spesso Lei stessa ama sottolineare, è sempre e comunque di matrice belcantista, che si tratti di Mozart come di Mascagni. Una serata trionfale quindi, con autentiche ovazioni alla fine del "Vissi d' arte" e numerosissime richieste di bis. Che Daniela, sempre generosissima, soddisfa regalandoci così per ben due volte un magistrale compendio di tecnica ed espressività. Tra l' altro, sperando di non sbagliarmi, credo di poter affermare che fosse dalla Traviata della Tebaldi del '56 che a Firenze non si concedevano bis...
Tornando a questa "Tosca" aggiungo inoltre che nel cast figuravano lo squillante Cavaradossi di Marco Berti (che delude un po' nel terzo atto per la mancaza di mezzevoci e quindi del necessario aspetto malinconico) e il nasaleggiante (come già in Arena...) Scarpia di Alberto Mastromarino. La regia era curata da Mario Pontiggia che, cancellando tutte le innovazioni teatrali dell' ultimo cinquantennio, ci fa tornare alle (oggi decisamente anacronistiche) tele dipinte creando così uno spettacolo di pseudo-archeologia teatrale.

18/10/2008 Teatro Comunale di Firenze

Floria Tosca: Daniela Dessì
Mario Cavaradossi: Marco Berti
Il barone Scarpia: Alberto Mastromarino
Cesare Angelotti: Filippo Polinelli
Il sagrestano: Matteo Peirone
Spoletta: Mario Bolognesi
Sciarrone: Giovanni Bellavia
Un carceriere: Alessandro Luongo
Un pastore: Livio Menicucci

Orchestra e coro del Maggio Musicale Fiorentino
direttore: Antonio Pirolli
maestro del coro: Piero Monti
I Ragazzi Cantori di Firenze

regia: Mario Pontiggia
scene e costumi: Francesco Zito
luci: Giancarlo Salvatori
nuovo allestimento

9 Yorum var:

ClaudiaO. said...

Strepitosa. Davvero magistrale. Meravigliosa. Divinaaa!

Il II atto è stato bellissimissimo (anche se a me Mastromarino... Inzomma...). Una Daniela in ottima forma, fraseggio perfetto (come suo solito), voce sicura, ottima presenza scenica... E poi s'è capito dall'inizio che ci sarebbe stato quel bis. Da quel "Sooolo sììì" urlato a Scarpia con quella vemenzaaa che solo Tosca ha... E la Dessì sabato sera ERA Tosca.

Io son, io son feliceee... Che poi sentire gente che a teatro non c'è mai stata e commenta: "Cla, alla prossima dimmelo che ci torno!" non ha prezzo... (ma non ci sono faccine a cuoricino nemmeno qui?!?)

Numisia_Maximilla said...

Serata veramente bellissima! Una Tosca assolutamente impeccabile, sia per quanto riguarda la recitazione, sia ovviamente, per il canto! In certi momenti era davvero da standing ovation, veniva quasi da interrompere tutto per applaudirla! Meravigliosa davvero! Che poi uno già lo sa che è meravigliosa, ma quando poi sei a teatro pensi "ma COSI' TANTO meravigliosa?!" ovvio sì! Le uniche pecche dello spettacolo però, sono state regia, scene e resto del cast... insomma, scarpia su tutti, nel secondo atto non ha contribuito a creare un minimo di atmosfera...

Testa said...

Scenografie,regia,resto del cast...Con una Floria Tosca Così grande come solo è Daniela passa tutto in secondo piano!Erano esattamente 52 anni che non si sentiva un bis in quel di Firenze e solo Daniela poteva interrompere questo lungo digiuno!E allora...Evviva Daniela alias Floria Tosca!

Mario Cavaradossi said...

Ringrazio pubblicamente l' autrice della videoripresa del primo bis post-Tebaldi... DOCUMENTO ECCEZIONALE!!!
Grazie!!!

ClaudiaO. said...

A onor del vero devo ammettere che non sono io che materialmente ha filmato il bis... Io stavo praticamente imbambolata a guardare il palco in quel momento...
L'ho solo messo online (e aggiunto l'audio nella prima parte che mancava... e infatti si sente lo scarto che fa un po schifo... Perdooono, perdooono, perdooono)... :-)

Mario Cavaradossi said...

"Maggio:DESSI' come TEBALDI,concede BIS non accadeva dal '56

(ANSA) - FIRENZE, 19 OTT - Storico 'bis' del soprano Daniela
Dessi' al Teatro Comunale di Firenze. La cantante ieri sera ha
concesso la ripetizione di un'aria della Tosca cedendo alle
insistenti richieste del pubblico che non cessava di
applaudirla. Nel teatro fiorentino non accadeva da 52 anni che
un brano da solista venisse cantato due volte.
Le memorie storiche del Maggio - personale, frequentatori
assidui, loggionisti - non ricordano il bis di una romanza dal
1956 quando Renata Tebaldi ripete' 'Amami, Alfredo' dalla
'Traviata'.
Ieri sera Daniela Dessi' ha ripetuto l' aria 'Vissi d'arte'
della protagonista di 'Tosca', raccogliendo cosi' un autentico
trionfo personale insieme agli altri interpreti: il tenore Marco
Berti e il baritono Alberto Mastromarino piu' il direttore
Antonio Pirolli.
In questo periodo al Teatro del Maggio e' in corso 'Recondita
armonia', una rassegna pre-stagionale di opere popolari (Tosca,
Boheme e Cavalleria Rusticana) che si svolge nell'arco di 15
giorni e che ha gia' fatto vendere piu' di 30 mila biglietti.
Tra questi, 5.000 spettatori sotto i 26 anni. (ANSA).

ClaudiaO. said...

Sa... Io quella sera a teatro c'ero...

(Ho sempre desiderato dirlo... :-D)

Numisia_Maximilla said...

LOL Pure io! Ah non vedo l'ora di raccontarlo ai miei nipoti! ^_________^

Mario Cavaradossi said...

"IL TRE PIU' DUE DI RECONDIT' ARMONIA

[...]Se nella Bohème Pontiggia sgrezzava personaggi e ambienti, in Tosca egli stesso muove all’indietro il passo stilistico: teatro come si faceva una volta, secondo una tradizione ormai obsoleta, dove l’azione deve insistere sullo sconvolgente visivo e la diva non può rinunciare all’enfasi del gesto e al mantello svolazzante. Un’archeologia che finisce con l’impacciare l’interprete, anziché coll’impressionare lo spettatore: basti pensare a come viene risolto il "Te Deum", con la scena invasa da anticlericali sovversivi; oppure a Cesare Angelotti ritratto come un Quasimodo di Victor Hugo; o ancora al quadro preso in prestito da Hayez, dove - in modo contraddittorio - la Maddalena è più bruna della protagonista. Le scene dipinte Zito non sbagliano tuttavia nell’effetto claustrofobico. È piuttosto nelle mani del concertatore Antonio Pirolli che la partitura pucciniana incespica: la lettura manca di omogeneità tra asprezze ed eccessi, le voci incalzate sono spinte a forzare, legni e ottoni tendono a sporcare l’intonazione. Né l’eroina si spaventa più di tanto: nell’indissolubile binomio Tosca / Daniela Dessì, il soprano fraseggia «Vissi d’arte» con intensità magnetica, dominio di fiati e dovizia di mezzevoci, fulgido registro acuto; il pubblico erompe in un’ovazione che vale il bis del brano: a Firenze non capitava dal 1956. Ma nell’applauso all’aria è premiata l’intera interpretazione, nella quale si trova un personaggio che concilia fragilità e grinta, sensualità e lacerazione; e il retrogusto acidulo di qualche nota scandalizzerà solo l’ascoltatore meno esperto: anche in questi aspetti si riconosce l’ortodossia dell’emissione, a dispetto degli artificii, e il valore della parola in seno al canto. Accanto alla Dessì, il tenore Marco Berti ha fatto valere voce poderosa e squillante, un poco avara di colori, e degna partecipazione attoriale. Non a fuoco la prova del baritono Alberto Mastromarino: la cattiveria del suo Scarpia è troppo esposta, sì che alla liquidazione di ogni sfumatura non può compensare una vocalità generosa ma abrasiva. [...]"

A. Cortese e F. Lora (Gli Amici della Musica)